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Come tenere “buono” un popolo: il segreto dei giornali e telegiornali.

Come tenere “buono” un popolo: il segreto dei giornali e telegiornali.
novatum

Ti sei mai chiesto perchè i giornali parlano solamente di morti, persone disperate che si tolgono la vita?

In teoria non ci dovrebbe essere proprio nulla di interessante nel raccontare storie di come muoia la gente.

Del resto ogni giorno ci sono persone che vivono dei momenti fantastici. Imprenditori che assumono perchè faticano a stare dietro agli ordinativi, famiglie che comprano casa, donne che lavorano e che mettono al mondo il terzo figlio.

Tutte notizie che di per sè avrebbero dello straordinario ma di cui nessuno parla.

Quasi come se per i direttori delle redazioni giornalistiche UNA NOTIZIA BELLA non avesse la dignità per essere confrontata con una notizia negativa.

Quando viaggiamo in zone nuove, quando siamo all’estero in città con culture e lingue diverse dalla nostra, è come se “la situazione attuale economico-sociale” smettesse di esistere.

Anche in paesi dove sono in atto dei conflitti, come la Syria, alcuni paesi africani, la vita prosegue nel suo meraviglioso disegno ed accadono fatti straordinariamente positivi.

A volte non riesci a capire come sia possibile che in quelle zone ci possa essere in atto un conflitto o che la tua vita sia a rischio.

Perchè NULLA ti lascerebbe presumere di trovarti in una zona di guerra.

Perchè allora nessuno parla di ciò che ci sia di bello?

Il motivo sembrerebbe essere insito IN DUE ASPETTI: CONTROLLO DELLA POPOLAZIONE ed ISTINTI DI SOPRAVVIVENZA.

Dal momento che lo stato e le banche si fondano sul DEBITO dei propri cittadini o delle aziende e non sulla democrazia, diventa evidente che la principale preoccupazione di chi gestisce i giornali sia TUTELARE IL DEBITO delle banche e dello stato.

Le redazioni dei giornali, i giornali, sono tutte controllate direttamente o indirettamente da STATO e BANCHE.

Dallo stato perchè ricevono finanziamenti a fondo perduto e dalle banche perchè sono le prime azioniste o creditrici dei giornali stessi.

Quindi hanno decisamente a cuore la natura dei loro stessi investimenti.

Il problema è che le banche sono anche CREDITRICI NEI CONFRONTI DEI CITTADINI.

Quindi hanno la preoccupazione che i mutui delle abitazioni dei cittadini non vengano onorati, determinando la fine delle banche stesse.

Quindi se lo stato può avere il timore di rivolte sociali, rivoluzioni, proteste. Le banche hanno il timore che le persone SMETTANO DI LAVORARE.

Perchè smettendo di lavorare c’è il rischio che non paghino più il mutuo e che i prestiti alle aziende non vengano onorati.

Come si esercita il controllo della popolazione?

L’importante è tenere il popolo ATTENTO sul tema della precarietà.

Se si iniziasse a parlare di successo. Di crescita di aziende, di persone forti, di persone che migliorano la società, la gente smetterebbe di cercare un posto di lavoro fisso e si metterebbe in proprio.

Ma questo renderebbe la società più instabile ed impedirebbe alle banche di erogare mutui e finanziamenti, proprio perchè avrebbero redditi instabili. Quindi perderebbero di solidità finanziaria nell’erogare crediti.

Per le redazioni lo scopo non è informare il loro pubblico, il loro scopo è attrarre l’attenzione del publico nella speranza che poi la loro pubblicità abbia un senso di esistere.

Lo scopo è AVERE GLI OCCHI sul titolo di giornale.

Perchè poi il lettore inizierà ad approfondire la “disgrazia del giorno”, mantenendo alta la sensazione di PAURA e di PRECARIETA’.

Del resto quando abbiamo paura, quando vediamo o veniamo a sapere di persone che muoiono, da un lato risulta IRRESISTIBILE non prestare attenzione. Quindi ci viene più spontaneo guardare la pubblicità.

Pensiamo a quando vediamo un incidente ad un incrocio, è quasi impossibile non dare un’occhiata (rischiando di fare a nostra volta un incidente).

Sui giornali ed i telegiornali è esattamente la stessa cosa.

“A ME GLI OCCHI” con il titolo nefasto e poi ti do il biberon quotidiano di paura e precarietà.

A cosa serve instillare la paura?

Una persona che ha paura perde la forza di ribellarsi.
Una persona che ha paura non cerca alternative.

Una persona che ha paura ha più PERDERE qualcosa ANCHE SE LO RENDE INFELICE. Invece che provare ad avere qualcosa che la faccia sentire meglio.

Voglio dire, ad un certo punto dovrebbe venire il dubbio: “ma se non c’è niente da perdere, perchè va tutto male, tanto vale mi tolgo il pensiero e provo a fare altro”.

Male che vada avrò la possibilità che qualcosa di positivo accada.

Invece abbiamo paura della nostra stessa ombra. Di perdere un lavoro che ci fa stare male, che ci fa arrivare a casa la sera stanchi, a litigare con il partner ad essere nervosi con i figli.

Ci lasciamo rovinare la vita dall’estratto conto delle carte di credito?

Dai colleghi che non ti vogliono bene, o dal capo preoccupato più da imporre le proprie idee piuttosto che dal far crescere le persone che ha nella sua azienda?

Ma no, in fondo in televisione non si parla altro che c’è crisi, che le aziende chiudono, che è difficile trovare lavoro.

Peccato che se guardassi un telegiornale degli anni 80, degli anni 90, degli anni 2000, PARLEREBBERO SEMPRE DI CRISI, DISOCCUPAZIONE, AZIENDE CHE CHIUDONO e gente che si uccide per la disperazione.

Eppure le cose andavano sempre meglio prima, anche se sappiamo che in realtà andavano peggio.

E’ così ci illudiamo che oggi sia peggio di ieri, senza accorgerci che in fondo, è sempre uguale.

L’unico modo per cambiare sarebbe CAMBIARE L’OGGETTO VERSO CUI ORIENTIAMO LA NOSTRA ATTENZIONE.

Se la orientiamo verso qualcosa che possa FARCI SENTIRE PIU’ SICURI, più FORTI, più consapevoli di noi stessi, la nostra vita non potrà che migliorare.

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