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Ho tutto ma sono infelice. Le 3 cause alla base dell’insoddisfazione secondo la scienza.

Ho tutto ma sono infelice. Le 3 cause alla base dell’insoddisfazione secondo la scienza.
novatum
mi sento infelice

Provo a scrivervi per chiedervi un consiglio, spero tanto che mi rispondiate! Ho 36 anni, lavorativamente e sentimentalmente mi ritengo una donna realizzata, ho raggiunto un po tutto ciò che desideravo, ma a volte mi prende un senso di angoscia. Sento che mi manca l’entusiasmo, sento che mi manca la passione per l’uomo con cui sto e che per tanti aspetti non mi fa mancare nulla. Ma non sono felice. Non è colpa sua, ma non so neppure come risolvere questo problema. Non avreste dei consigli da darmi?
Domanda inviata da una lettrice

Grazie per la tua domanda. Più che consigli, per ritrovare l’equilibrio che cerchi, hai bisogno di INSERIRE NUOVE ABITUDINI nella tua vita.

In modo da avere fin da subito deo risultati che ti consentano di ritrovare la passione e l’entusiasmo.

Considera che se ti sei accorta di avere delle mancanze nella tua vita, se ti sei accorta di essere infelice o NON FELICE QUANTO POTRESTI ESSERE, significa che TI SEI SVEGLIATA da un torpore che è dato dalla routine quotidiana che ti sta assorbendo.

Gli impegni, gli orari, il lavoro, il traffico, ogni distrazione ti sta togliendo del tempo fondamentale della tua vita.

Il mondo intero ti sta RUBANDO ORE PREZIOSE da dedicare a te stessa.

Ma quel che è peggio è che ti DISTRAE. Ti impedisce di capire e di riconoscere il malessere in cui vivi, perchè non hai tempo per riflettere.

Innanzitutto ho bisogno che ti fermi.

Che inizi a dare la priorità a TE STESSA prima di chiunque altro.

Ho bisogno che imposti il non disturbare sul telefono, che esci dalla stanza in cui ti trovi, che ti allontani da chiunque ti sia intorno, perchè qualsiasi cosa può distrarti in questo momento.

O quanto meno che CAPISCA quanto sia stata esagerata la priorità che hai dato a chiunque altro in questi anni.

Hai dato la priorità agli altri ed ora sei tu la persona che sta soffrendo.

Ho bisogno quindi che inizi a dedicare qualche minuto A TE STESSA concentrandoti sui semplici punti che voglio condividere insieme a te.

Il primo punto chiave da cui partire è AMMETTERE che effettivamente esista un problema da risolvere nella tua vita.

La verità è che non sopporti più alcune scelte sbagliate del passato.

Devi essere sincera, onesta, trasparente, non cercare giustificazioni.

Arrenditi all’evidenza e ti sentirai subito meglio.

Non cercare ALIBI per giustificare SCELTE SBAGLIATE che ormai non riesci più a tollerare che ti stanno soffocando.

A volte esiste un notevole divario tra:
– ciò che desideriamo razionalmente,
– ciò che desideriamo per colpa della cultura in cui viviamo
– ciò che effettivamente sia in grado di renderci felici.

Non è un caso che a prescindere dalla professione, soprattutto chi svolge attività molto remunerative finisce dopo pochi anni per esserne la prima vittima ed il primo schiavo della propria attività.

Non è raro trovare imprenditori, liberi professionisti, avvocati, notai, consulenti, frustrati da una quotidianità che non sentono essere più loro.

Normalmente viviamo la nostra vita incanalati a causa di “SCELTE GIUSTE”, scelte doverose, scelte di responsabilità.

Scelte influenzate da genitori, amici, compagni di scuola, film, cultura diffusa, in cui siamo totalmente condizionati.

Pensiamo di essere liberi, ma scegliamo SEMPRE E SOLO ciò che va bene agli altri.

Chi ha deciso l’automobile che guidi?

Il tuo gusto o il gusto delle persone che ti circondano?

La pubblicità? Il tuo amico, la tua amica, la persona che lavora con te?

Chi ha deciso il tuo percorso di studi?

Il tuo reale divorante interesse per la materia, o i genitori, o l’idea di svolgere un’attività socialmente accettata?

Chi ha deciso il tuo partner?

L’amore, la pazienza, il dolore delle delusioni delle storie precedenti?

Tutti noi siamo profondamente condizionati dagli altri. PER QUESTO MOTIVO STAI SOFFRENDO.

La soluzione chiaramente non è vivere in clausura o ritirarsi su qualche montagna. Seppure qualcuno potrebbe restarne attratto dall’alternativa.

La soluzione consiste nell’individuare AL DI LA’ di ogni eventuale giustificazione due elementi:

Capire chi tu sia realmente come persona, quali siano realmente ciò che ti riempie il cuore di soddisfazione e gioia.

Soprattutto distinguere ciò che ti stia dando realmente soddisfazione, senso di appagamento, rispetto a ciò che ti sta frustrando e che per quanto “giustificabile” o “necessario” NON AVREBBE DOVUTO far parte della tua vita fin dall’inizio.

Per alcuni è un lavoro non appagante ma necessario. Per altri è il partner, per altri la compagnia, per altri la città in cui vivi, i genitori, la famiglia.

Ognuno ha delle zavorre che si porta dietro, fino a quando non si rende conto di esserne schiacciato.

Iniziare ad uscire dalla quotidianità a piccoli passi per vedere se le cose migliorano. Perchè effettivamente migliorano non appena esci da quella stupida routine in cui stai atrofizzando il tuo cervello.

Il potere delle masse è totale sulla nostra mente. Al punto di portarci a GIUSTIFICARE, ad accettare e tollerare azioni o comportamenti TOTALMENTE INSENSATI.

Del resto il ragionamento è semplice: se quelle stesse azioni e quei comportamenti, seppur sbagliati, sono stati portati avanti anche da molte altre persone, allora sarà una cosa giusta.

Ciò che sarebbe sbagliato all’improvviso diventa GIUSTO solamente perchè viene condiviso dalla massa.

Un po com’è successo con il nazismo, il comunismo, le sette, le mode, la droga, i libri ed i film di successo.

Quando negli anni 20 tutti avevano i pantaloni strappati perchè mancava il denaro per acquistarli nuovi, il lusso era il pantalone intonso.

Adesso che tutti possono avere i pantaloni intonsi, il lusso è averli strappati.

La verità è che nessuno ti sta imponendo di continuare a vivere la vita che stai vivendo.

Puoi scegliere se vivere una vita in armonia con la persona che sei, o forzarti a vivere una vita in totale disarmonia, semplicemente perchè lo fanno tutti.

Tu stai consciamente o inconsciamente SCEGLIENDO di soffrire continuando a portare avanti scelte sbagliate del passato, che non riesci più a gestire.

Quante sono le persone che svolgono un lavoro che li frustra, li consuma, li umilia, solamente in virtù della paura di non riuscire a far fronte agli impegni economici?

Nessuna bolletta, mutuo, finanziamento, leasing, affitto, DOVREBBE DECIDERE LA TUA VITA.

Nessun figlio, genitore, amico dovrebbe DECIDERE LA TUA VITA. Al punto magari di costringerti a stare con una persona CHE NON SIA PIU’ in grado di renderti felice.

Quante volte ci troviamo ad esempio a stare con la persona sbagliata per mesi o anni a scapito della nostra stessa felicità?

Magari non sappiamo come uscire dalla relazione per non far soffrire il partner, magari non sappiamo come gestire le reazioni delle persone che ci conoscono, le pressioni dei genitori e degli amici di fronte ad una scelta forte.

Ma la verità è che se OGGI STAI SOFFRENDO, E NON DECIDI DI PRENDERE DELLE CONTROMISURE.

SE NON ARRIVI AL PUNTO DI CAPIRE CHE SIA SBAGLIATO CONTINUARE A SOFFRIRE E SOPPORTARE COSE CHE NON DOVRESTI SOPPORTARE, rischi di prendere queste stessa scelta in futuro, magari in condizioni ancora peggiori.

Sprecando tempo a stare una persona sbagliata, rispetto che CONCEDERE A TE STESSA l’occasione di lasciarti amare profondamente da qualcuno che ti coinvolga davvero.

Magari semplicemente hai bisogno di più stimoli rispetto a quelli che RIESCI A COMUNICARE al tuo partner. Proprio perchè magari non vuoi farlo soffrire con pretese che per te sono importanti, ma che lui non capirebbe.

Restiamo insieme a persone sbagliate nella speranza che le cose migliorino, che le cose cambino, che la persona che pensiamo di amare un giorno si riveli COME QUELLA CHE SPERAVAMO CHE FOSSE FIN DALL’INIZIO.

Ma siamo sicuri di NON ESSERE STATI NOI STESSI I PRIMI ad esserci fatti delle illusioni surreali riguardo a quella persona?

Di aver attribuito aspettative eccessivamente AMBIZIOSE nei riguardi di una persona che non conoscevamo. Che nella sua ingenuità si è semplicemente rivelata di non essere in grado di capire le nostre esigenze?

Imprimendo fin dall’inizio una direzione ben precisa, verso una certa, se non inevitabile DELUSIONE?


Perchè le persone sono solamente ciò che SONO. Mentre non sono mai ciò che speriamo che loro siano, proprio perchè altrimenti sarebbero il riflesso dei nostri pensieri.

I nostri pensieri sono influenzati dall’emotività del momento. Le persone invece sono forgiate dalle esperienze passate.

Per certi versi la nostra mente, le nostre ambizioni, le nostre speranze sono ciò che ci spinge verso la delusione e l’insoddisfazione.

Non gli altri.

Noi siamo gli artefici della nostra delusione, solo che non sappiamo di esserlo.

Ci illudiamo di poter vincere al gratta e vinci, ci illudiamo di diventare famosi, di meritare un avvenire prospero e di successo.

Ci illudiamo che un matrimonio funzioni, che i nostri figli diventino dei campioni, che i nostri partner non ci tradiscano mai o che restino per sempre al nostro fianco.

Ci illudiamo di poter fare carriera, di avere un giorno il tempo per realizzare quel sogno sepolto da troppo tempo.

Riempiamo la nostra mente di ambizioni irrealizzabili.

Riponiamo le nostre speranze sistematicamente in persone che non sono nè in grado nè hanno la possibilità o l’interesse di realizzarle.

Il problema è che siamo totalmente esposti verso gli altri e non abbiamo l’equilibrio per stare in piedi. Appena gli altri si allontanano noi cadiamo.

Un po come se fossimo sul bordo di un precipizio, esposti a prendere

Quindi finiamo sistematicamente per restare delusi, affranti. Perdiamo la speranza, perchè abbiamo sperato nelle nostre illusioni.

Del resto da quando un datore di lavoro dovrebbe avere a cuore la tua soddisfazione? Da quando dovrebbe preoccuparsi che tu sia finanziariamente stabile, che tu sia riposata, che tu vada d’accordo con il tuo partner?

Non si tratta di essere cattivi, è semplicemente la natura delle cose.

Così come tu non sei preoccupata della salute del tuo vicino di casa, il tuo datore di lavoro non è preoccupato e non può permettersi di preoccuparsi per la tua vita.

ABITUDINE 1 – Inizia ad osservare la vita per ciò che è realmente. Evita di interpretarla secondo il tuo punto di vista.

Un avvocato ha come compito quello di difendere i propri assistiti sia che si tratti di una persona innocente, sia che abbia commesso il più turpe e disumano delitto.

Ora, diciamo che tu debba difendere un uomo che abbia investito con un’automobile un bimbo di 6 anni che usciva dal cancello di casa sua di corsa.

Lui non aveva autenticamente visto il bimbo, non ha avuto il tempo di fermarsi, eppure ha ucciso un bimbo innocente.

Questo farebbe di lui un criminale? Si, no?

Eppure avrebbe distrutto la vita di una famiglia e di un bimbo.

Se tu fossi il suo avvocato lo difenderesti?

Sarebbe giusto che quest’uomo perdesse tutti i suoi beni a causa di una fatalità inevitabile?

Sarebbe sbagliato se la famiglia del bimbo NON dovesse ricevere alcun risarcimento per il “danno” subito?

Sarebbe giusto o sbagliato rovinare la vita di quell’uomo facendogli sborsare milioni di euro?

Ma se quell’uomo non avesse a disposizione alcun bene economico, come farebbe a risarcire il danno? (al di là dell’assicurazione)

Così come sarebbe sbagliato non dare nulla ai genitori del bimbo.

Insomma, a seconda della parte che guardi, c’è sempre un carnefice potenziale ed una vittima potenziale. Quello che conta è che entrambe le parti si sentano soddisfatte.

Questa storia cosa vorrei che ti aiutasse a comprendere un modo diverso di guardare la realtà.

Vorrei che iniziassi a vedere la realtà secondo una logica più ampia. Dove non ci sei solamente tu. Dove non c’è solamente il tuo punto di vista e le tue aspettative.

Vorrei che ragionassi nella logica di trovarti su un pianeta abitato da 8 miliardi di persone dotate di intelligenza, bisogni ed aspirazioni.

La cosa che conta non è ciò che pensi TU, ma ciò che fai ogni giorno per sentirti felice.

Cosa stai facendo in questo momento per sentirti felice?

Dimenticati del mondo esterno, dimenticati degli impegni. Cosa stai facendo per te stessa?

Cosa stai facendo per evitare di soffrire, di sentirti soffocare dalla vita che stai conducendo?

ABITUDINE 2 – Inizia ad amare di più le persone che ti circondano, anche se non se lo meritano. Ti consentirà di iniziare un lungo viaggio verso la serenità.

Amare gli altri è forse uno dei gesti più egoistici che possano esistere in natura.

Il partner con cui stai e che pensi di amare, in realtà lo vuoi possedere. Lo vuoi PLASMARE A TUO PIACIMENTO di forma, sostanza e pensiero.

Ti aspetti che quella persona ti dimostri delle attenzioni, ti riempia di affetto. Ti aspetti che ti faccia delle sorprese, che ti riempia di complimenti, che ti metta al centro della sua vita, che porti l’immondizia la sera, che porti fuori il cane la mattina, che passi più tempo con i vostri figli, che sia più rispettoso con i tuoi genitori.

Questo non è amare, è avere una visione dittatoriale ed autoritaria del partner e del rapporto di coppia.

Significa obbligarlo a sentirsi oppresso, incompreso, indesiderato, umiliato, solo, ma soprattutto significa obbligare il tuo uomo a ricercare I PIACERI che si aspetta da te in altre donne.

Sia tu che lui avete esigenze diverse e per certi versi opposte, proprio in virtù della differenza di sesso che vi contraddistingue.

Prova quindi a pensare da quanto tempo avete smesso di essere AMANTI, di essere complici?

Da quanto tempo non avete più il brivido nel vedervi dopo una giornata di lavoro?

Quand’è stata l’ultima volta che vi siete emozionati insieme di qualcosa?

Le emozioni sono alla base delle soddisfazioni nella vita.

Sono l’unico elemento che ci distinguono dalle bestie o dalle piante.

Se iniziamo ad accettare di privarci di questo elemento così indispensabile, significa accettare di rinunciare ad essere felici.

Significa rinunciare a sentirci appagati, a vivere a pieno la nostra stessa vita.

Se rinunciamo alla nostra natura ne deriva chiaramente un forte senso di insoddisfazione e di frustrazione.

Del resto noi NON siamo Begogne sul poggiolo di qualche appartamento in centro.

Siamo animali che vivono di istinti, che si nutrono di emozioni, di esperienze e che quando iniziamo a sentirci chiusi in gabbia, sentiamo il bisogno di scappare.

Di prendere in mano la nostra vita e ritrovare la nostra libertà.

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